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Bere di più? Così è più facile!

L’estate è appena arrivata! Cresce il desiderio di rimettersi in forma soprattutto dopo il lungo periodo di sedentarietà. L’acqua è da sempre la miglior alleata per aiutare il nostro organismo a depurarsi e al contempo è un’ottima alleata per chi desidera perdere qualche chilo in più.

Ma come fare a bere di più, soprattutto quando non avvertiamo il senso di sete? Ecco una piccola guida con qualche trucchetto furbo per arrivare a quota 2 litri di acqua!

  • Chi ben inizia, è già a metà dell’opera. Bere una bella tazza capiente di Acqua Leo appena svegli contribuisce in maniera davvero significativa ad iniziare con il piede giusto la giornata.
  • Da consumare lontano dai pasti. Sappiamo ormai che per contribuire al meglio alla depurazione è preferibile bere l’acqua non solo durante il pranzo e la cena. In più bere un bel bicchiere di Acqua Leo lontano dai pasti aiuta a limitare il senso di fame (soprattutto quella nervosa) .
  • Restami vicino. Dedicato a chi è costretto a lunghe ore davanti ad un computer. Soprattutto chi fa una vita molto sedentaria ha più difficoltà a bere. Basta tenere sulla scrivania una bottiglia piccola da mezzo litro di Acqua Leo, da bere a piccoli sorsi in più riprese.
  • Piccoli step per arrivare al traguardo. Non è necessario bere grandi quantità, anche perché sarebbe difficile bere molto quando non sia ha sete. Molto meglio bere piccole sorsate più frequentemente!

Acqua detox: ecco cosa contiene

Tutti pazzi per l’acqua detox! Con l’arrivo dell’estate riesplode la detox mania: on line non mancano ricette, consigli, articoli ad hoc e contenitori di ultima generazione per tutte le acqua detox addicted. Ma cosa è davvero l’acqua detox e perché fa così bene? Scopriamolo insieme!

Frutta e verdura di stagione, facile da reperire e ovviamente una bottiglia di acqua minerale naturale, meglio ancora se oligominerale come Acqua Leo. Sono questi gli ingredienti per preparare gli infusi dell’estate.

Il segreto dell’acqua detox sta nella giusta infusione di frutta/verdura e acqua. La bevanda deve il suo successo all’apporto di vitamine e sostanze nutritive rilasciato nel tempo.

I benefici variano in relazione alla frutta o verdura scelta. L’importante è rispettare bene i tempi e non avere fretta: i tempi di infusione variano infatti dalle 4 alle 12 ore, avendo cura di tenere il contenitore ben chiuso in un luogo fresco. Dopo il riposo, occorre filtrare frutta e verdura e la nostra acqua detox è pronta per essere sorseggiata durante tutto l’arco della giornata preferibilmente lontano dai pasti. Un ottimo consiglio come spezzafame anche in caso di fame nervosa.

La lista degli ingredienti vira in base alle esigenze: sedano, finocchio, lattuga hanno ottime qualità depurative e drenanti, gli agrumi possono contribuire a fare il pieno di vitamina C; fragole e frutti di bosco sono alleati preziosi per contrastare i segni del tempo.

Dolci pasquali della tradizione calabrese

Tanti nomi e altrettante ricette raccontano la tradizione culinaria calabrese. Dal Pollino allo Stretto sono numerosi i dolci pasquali che si preparano negli ultimi giorni di quaresima e che vengono portati in tavola proprio a Pasqua.

Quest’anno la Pasqua avrà per tutti un sapore diverso, eppure proprio in queste settimane sono tantissime le iniziative nate sui social e sul web per condividere saperi e sapori della nostra tradizione.

Vediamo insieme la ricetta dei dolci pasquali tipici calabresi che si preparano durante la Pasqua: le cuzzupe o cuculi da preparare anche senza il lievito birra, come segue.

  • 1 kg di farina
  • 300 gr di zucchero
  • 200 gr di strutto o burro
  • 4 uova intere e 1 tuorlo
  • 2 bustine di lievito per dolci
  • buccia grattugiata. di 1 limone
  • 2 pizzichi di sale
  • 1 bicchiere di latte
  • Confettini e codette colorate (diavoletti) e uova colorate per decorare

In una ciotola sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il latte, lo strutto, la buccia del limone, il lievito sciolto in un po’ di latte, il sale e la farina.  Lavorare l’impasto fino a che non risulterà più appiccicoso, formare delle trecce, decorare a piacimento e cuocere in forno a 180° statico. Mi raccomando, durante la preparazione dei dolci, sorseggiate sempre un po’ di Acqua Leo per restare idratati e concentrati sulla ricetta!

I riti della Candelora in Calabria

Una festa antichissima dal profondo significato religioso, la Candelora cade 40 giorni dopo il Natale. La Chiesa cattolica ricorda la Presentazione di Gesù al Tempio. Comunemente viene chiamata anche festa delle candele, proprio perché durante la liturgia si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”.

In Calabria la festa è legata da secoli alle tradizioni contadine. Molti studiosi ipotizzano addirittura che la Candelora possa avere radici precristiane e che segnasse il passaggio dall’inverno alla primavera.

Non è un caso infatti che molti dei proverbi che accompagnano questa festività facciano riferimento all’imminente arrivo della bella stagione.

Si dice infatti che “Da’ Candilora u ‘mbernu è fora”

(Alla Candelora l’inverno è finito).

Durante le celebrazioni religiose è usanza portare una candela che sarà poi benedetta. Anticamente però proprio durante la Candelora venivano compiuti riti magici che avevano lo scopo di togliere il malocchio.

Benché non esista un vero e proprio piatto della festa, è usanza nel giorno della Candelora consumare portate a base di carne di maiale.  La festa cade infatti nel periodo della macellazione dei maiali, nei giorni più freddi dell’anno e prima dell’inizio della Quaresima, stagione legata al digiuno e alla penitenza.

Immancabili allora sulle tavole dei calabresi in questi giorni piatti di antichissima tradizione come gli involtini di verza, frittole, gelatina e naturalmente la pasta fatta in casa con il sugo di maiale.